I film sono disseminati di indizi, spesso involontari, che aspettano solo di essere decifrati. Non li vediamo, nonostante li abbiamo sotto gli occhi, o forse proprio per questo. Indossando particolari occhiali, come quelli usati dal detective Auguste Dupin per scovare la lettera rubata del racconto di Poe, è possibile aprire lo scrigno cinematografico per mettersi sulle tracce dei problemi che ci assillano.
Film per il largo pubblico, di solito etichettati come horror, possono rivelare la “verità” delle guerre passate o delle migrazioni attuali? Esiste un nesso tra la ricerca di sensazioni forti quali l’angoscia e il terrore, e l’insensibilità diffusa che sembra regnare nelle nostre società?
Usati come porta di accesso, i film permettono di condividere domande e riflessioni sui grandi temi del nostro tempo, aggirando gli steccati che separano la cultura accademica da quella popolare.